30 settembre 2005

apocalipsnàu

padre assonnato: "micetta, è tardi dobbiamo sbrigarci, ti spogli da sola?"
bimba che rema contro: "no! voglio giocare ancora un po'.."
PA: "maddài chettàrdi..fammi vedere quanto sei grande che ti spogli e ti lavi il musetto da sola..."
BCRC: "ma io la mattina sono ancora piccola.."
PA: "occhèi, ti spoglio e ti lavo io, sbrighiamoci.."
BCRC: "noo..voglio zocare ancora un pochetto.."
PA: "shhh..zitta un attimo..ascolta! sento come un rumore di vigilessa della lazio! una di quelle cattive cattive..sbrighiamoci, non facciamoci trovare ancora in pigiama, cheppoi ci fà la multa."

adoro tornare a casa dopo aver accompagnato mia figlia all'asilo, rientrare e trovare ancora le persiane chiuse, mi piace sentire il persistere dell'odore di sonno, la mattina.sa di vittoria.

27 settembre 2005

polaroid android

una mattinata di sole inonda il mercato rionale. luce ideale per un'istantanea di vita quotidiana: l'egiziano del banco di frutta cerca di convincere un cliente, in esperanto, della bontà delle sue prugne, mentre un cane alza la zampa per pisciare sulla ruota di un'auto. una giovane mamma cerca di calzare meglio il cappellino al bimbo e quest'ultimo sfugge cercando l'origine del guaito che ha richiamato la sua attenzione. un osso di prugna ancora rimbalza sui sampietrini, il cane fugge via dopo essere stato colpito. "non sulla mia macchina!" l'uomo dalla punto gialla con le buste della spesa, si liscia la barba compiacendosi.
tutto sommato ha ancora una buona mira.

on air/regina spektor::us

25 settembre 2005

(with) grace (, please.)

una canzone che è come se due mani invisibili mi massaggiassero le spalle, ma lascio che sia il traffico fuori di qui a gemere. quando sento più del dovuto mi allontano ancora un po', divergente dalla traiettoria comune, infedele alla linea. serve allora una nuova chiave per crittografare i miei pensieri perchè se i muri non hanno orecchi comunque ti chiudono lo sguardo. e, di un orizzonte incompleto, onestamente, chi può sentirne il bisogno?
se siamo la sommatoria di rotazioni inverse, perchè questa vertigine?
le mie mani tremano, oppure vibrano, niente mezze misure. come la maestra di mia figlia, il metodo montessori non mi ha mai convinto del tutto, ma lei deve essersi formata a fossoli.

on air/king creosote::grace (jeff buckley cover)

21 settembre 2005

think different (makes me sick)

c'era una volta, nel firmamento delle mie cose incompiute, una mezzaluna di punto interrogativo insieme a puntini di sopensione brillanti come satelliti. illuminava di dubbi il suolo dove camminavo, mai calmo, di rado sereno, in cerca della risposta che accendesse definitivamente quel cielo con un punto fermo, una luna piena, insomma. c'erano anche mezze parole e gesti inconsulti, sospiri trattenuti e qualche sbadiglio ristoratore, in mezzo a virgole fuori posto, lettere anonime di alfabeti muti e parentesi graffe, tonde e quadre, espressioni di quanto fosse complicata ogni cosa. un giorno arrivò un magone che con un grande incatesimo, raddrizzò la mezzaluna poggiandola su un pianeta, pensando che un punto esclamativo potesse mettere finalmente un po' d'ordine nel marasma caotico dei fatti miei. ma la gravità della situazione fece rotolare tutto col risultato che nella grande shell del mio universo adesso c'è uno /.
quale programma dovrei lanciare? haveagoodtime.bin è un binario ancora troppo instabile per il treno che ho nella testa, non mi quieto. e, soprattutto, questa non è una favola.

on air/radiohead::i might be wrong (live and unsorted KROQ acoustic)

19 settembre 2005

power::line abbisogna di un nuovo nome perchè c'è già un omonimo ben più autorevole e frequentato. ...non è che mi dareste qualche suggerimento?

in_pressioni di settembre

dalla finestra aperta entra rumore di pioggia insieme all'odore acre del primo diesel che scalda il motore, ho sogni deliranti ancora freschi sul cuscino, e voglia di un vestito nuovo e scarpe comode, oggi. il telefono vicino alla tazzina di caffè, un libro da terminare ancora, un nuovo impegno, una inadeguatezza antica e la paura di affrontarli tutti insieme.
bella forza...mettersi contro uno solo.

on air/the andy johnson explosion::the ghost of 'lectricity  (entire album under creative commons license)

16 settembre 2005

dentro casa

oggi ho briciole di tempo sparse sul divano di fronte alla libreria. lunga, colma di libri e soprammobili in stile etnico, anche se io non amo viaggiare, quantomeno non più. a portacandele a forma di omìni stilizzati si alternano statuette africane d'ebano, di quelle lunghe lunghe, che basta una finestra aperta in una giornata ventosa per farle cadere. sopra di tutto governano due vecchie casse americane, trent'anni di vita, cento watt per canale. non di quelle da unz unz, ma autorevoli di rock datato ed inossidabile. una bottiglia di grappa di vinacce occhieggia dalla vetrinetta al centro. la televisione spenta riflette distorcendomi il viso, ed io rifletto sulle sue distorsioni di quando, accesa, si nutre della mia noia. le cose sembra che vadano lente e inesorabili verso il proprio compimento, ieri ci vedevo un po' meno ed oggi è già tutto un po' più annebbiato, mi alzo, allora. ora di andare.

on air/arcade fire::rebellion (lies) live on letterman via the smudge of ashen fluff

(lo so che posto sempre gli arcade fire ma per me è il disco dell'anno..)

13 settembre 2005

Tirare il filo di un gomitolo è già una maniera di iniziare..

gomitolo ha chiuso, non era un blog che leggevo spesso, perchè non posso, anche se a volte mi piacerebbe, passare la vita tra i blog. però era un blog di quelli tosti, senza commenti, senza concessioni al lettore, anche per quello che scriveva e per come lo scriveva:
il mondo è davvero proprio è una questione di stile, incastrata tra gli intervalli delle ringhiere che percorri col dito salendo le scale. e poi le mani nelle tasche e lo sguardo in su e l'istante dopo, sorridere. [respiro].
un blog "antico" (ora mi viene da chiedere: chissà qual'è il blog più vecchio ancora in attività su piattaforma splinder?), e pieno di link, anzi di categorie di link. nei suoi quasi tre anni di vita ne ha raccolti davvero tanti diventando quasi una sorta di portale, il filo tramite il quale iniziare un viaggio nella rete, senza timore.
so perdermi. e ritrovarmi. il fatto che io sia qui lo dimostra.
insomma un blog (ed ora mi viene da chiedere: dei 138,000 blogs che ospita splinder, proprio lui chiude?) che mi dispiace non poter leggere più, ma che piano piano mi gusterò nei suoi archivi almeno finchè sarà ancora on line.
per raccontare bisogna avere negli occhi quello che ci spaventa.
lo ringrazio. di cuore.


"sono stufo di vivere nella pubblicità di un detersivo" è la frase che m'è rimasta nella testa a grufolare fino a tardi...desperate housewives mi piace.


"il mio nome è bond...james bond!"
"..cognome?"

12 settembre 2005

civile (ed Urbano), ovvero le vicende dell'uomo dalla punto gialla

l'uomo dalla punto gialla, perso nei suoi pensieri, guidava in automatico sulle strade della città. venne distratto all'inizio credendo da un ronzio, un rumore forse più melodico, o meno di sottofondo, si sorprese un po' realizzando che era sua moglie che gli stava parlando: "..ma mi ascolti?"
Non rispose e accese una sigaretta.
"..bastava fare quella telefonata, la segretaria te l'avrebbe detto che lo studio medico riapriva dopo il 15...ecco, abbiamo traversato tutta la città per niente..sempre perchè non fai quello che ti dico.."
"..non ci vuole una laurea, le mani per usare il telefono ce l'hai pure tu.." pensò lui, ma non disse nulla.
una scossa per tutti i visceri, quando una vecchia skoda gli tagliò la strada per girare a destra senza freccia nè rimorsi. gettò nell'ordine: uno sguardo assassino verso lo specchietto retrovisore della skoda, dove sperava d'incrociare gli occhi del pirata, un altro sguardo di sufficenza misto a commiserazione alla moglie, e per ultima la sigaretta dal finestrino. che era chiuso.
un fuoco artificiale di scintille e imprecazioni, recuperò il mozzicone e premette il bottone dell'alzacristalli elettrico, l'aria fresca lo consolò per un secondo.
un SUV che lo stava sorpassando, decise che il parabrezza era troppo sporco e schizzò un po' d'acqua saponata, senza sapere che il giovane meccanico della concessionaria dove l'inutile macchinone aveva appena fatto il tagliando, aveva inavvertitamente spostato di qualche grado il raggio d'azione dello spruzzatore. l'uomo nella punto gialla si ritrovò immediatamente fradicio, con lo stomaco in subbuglio e il desiderio di una semiautomatica carica. accostò per respirare ed asciugarsi il viso, sua moglie guardava fisso avanti, come la puntata del dopo pranzo.
ripartito, nel traffico, lo accostò un'auto alla sua sinistra, si girò a guardare, un anziano, col cappello, che parlava al cellulare, in una smart... mise la freccia e accostò nuovamente, con l'ombra dell'ineluttabilità del suo destino negli occhi. "..e adesso che fai?" chiese scorbutica la moglie. un piccolo fuoco arse nelle pupille dell'uomo dalla punto gialla. "..scendo a prendere le sigarette.." disse, e non tornò mai più.

10 settembre 2005

like a rolling stone

mi affaccio ad un bicchiere di vino rosso, come ad un pozzo dei desideri.
mi chiedo se l'evoluzione, alla stregua della bottiglia, sia davvero finita.
scivola l'ultima goccia sul bordo, stilla di sangue, terra grassa e sole,
in realtà l'evoluzione continua a rotolare giù,
nutrendosi impassibile di errori e di necessità.

on air/n.lannon::demons

8 settembre 2005

pesci rossi, catastrofi e gaffes

wanda: "..laura bush ha detto che la gente di new orleans non ha perso granchè, visto che molti di loro erano già poveri.."
gerardo: "sai..a volte penso che magari..in un futuro..potrebbe scivolare.."
wanda: "..e..?"
gerardo: "chessò..cadere in un fiume.."
wanda: "...?.."
gerardo: "..ecco..mi piacerebbe rinascere piranha.."
wanda: "..lo sai che ti amo?"

on air/jimmy cliff::many river to cross via lil mike

4 settembre 2005

il mattino ha loro in bocca (quand'è che tocca a noi?)

ho rughe molto eloquenti,
che questa città lascia il segno
ce l'ho scritto sulla fronte.
vorrei disarmare tutto questo cemento

on air/santarita sakkascia::affanculo tutti

3 settembre 2005

new adventures (in low-fi)

un nuovo blog da riempire di musica e di_segni..

1 settembre 2005

racconto d'estate/il bambino di piazzale loreto (3/?)

qui la prima parte..
..e qui la seconda

Dietro la porta della stanza da letto dove la zia pensava d'averlo lasciato addormentato, stava il bambino, sveglio, invece. Ascoltava quel che la suora raccontava, neanche un rumore, il benchè minimo singhiozzo per non farsi scoprire. Solo due grosse lacrime che gli rigavano il viso magro, ma silenziose. "..dicono che a Milano ne hanno fucilati quindici, tre erano di quelli partiti di qui. C'era anche l'amico di tuo nipote.." Il 10 agosto del '44 a piazzale Loreto furono uccisi alcuni partigiani, i loro corpi in terra tutto il giorno per esser visti dai passanti. Montavano la guardia militi fascisti, a impedire che chiunque rendesse omaggio, deponesse un fiore, dicesse una preghiera. La zia, appena la suora fu uscita, andò in camera e lo trovò nel letto, gli occhi chiusi. Si avvicinò, gli accarezzò i capelli e lo sentì tremare leggermente, comprese che aveva ascoltato tutto. Comprese anche, qualche mese più tardi, che era giusto lasciarlo partire insieme a Maria, giunta da Milano solo per lui. Li vide passeggiare l'uno accanto all'altro per le campagne, leggere insieme le lettere di Francesco, andare alla messa sottobraccio, addormentarsi quieti finalmente, la testa del bambino sul grembo di lei, di sera.